Diagnosi: cosa serve e stadi

Buonasera a tutti.
Come state? Passato un buon week end? Si, ormai siamo al week end di nuovo… Caspita, come vola il tempo!
Finalmente riesco a riprendere in mano questo blog e a iniziare ad occuparmi della fase della diagnosi.
Dopo aver spiegato in cosa consiste l’endometriosi, dobbiamo capire come viene effettuata la diagnosi che, ribadisco, spesso arriva molto dopo la comparsa della malattia.

Riprendiamo in mano il sito di Assoendometriosi che ci parla, appunto, di diagnosi e stadi della malattia. Sì, perchè esistono diverse fasi di sviluppo della stessa, per questo io insisto molto sul fatto che si dovrebbe prestare più attenzione a certe avvisaglie. Evitare di sottovalutare certi sintomi, “perdere tempo” per un controllo magari a vuoto, può aiutare a prendere in tempo la malattia, evitando terapie invasive come l’operazione chirurgica.

Ma vediamo insieme cosa dice il sito.

La difficoltà diagnostica sta nel fatto che, spesso la sede dei disturbi è ben lontana dall’apparato ginecologico e i sintomi vengono scambiati per una serie di altre possibili patologie.
Per questo è importante affidarsi ad un ginecologo che abbia molta esperienza in endometriosi, poichè questa specifica competenza gli consente di valutare correttamente tutti i dati a sua disposizione, e di giungere ad una diagnosi esatta in tempi brevi.

L’unico accertamento diagnostico che permette di stabilire con certezza la presenza della patologia è la laparoscopia (intervento endoscopico chirurgico), che è effettuata in anestesia totale. Permette di diagnosticare l’endometriosi, valutarne la gravità ed eventualmente intervenire.

Tuttavia sono utili come ausilio diagnostico:
– la visita ginecologica;
– l’ecografia transvaginale,
– la risonanza magnetica nucleare,
– il dosaggio sierico CA125*
– in presenza di sintomi intestinali: il clisma opaco e/o rettocolonscopia (sono di ausilio nella valutazione dell’ endometriosi del setto retto – vaginale e nel sospetto di localizzazioni a livello del sigma-retto)
– in presenza di sintomi urinari: la cistoscopia, l’ecografia addominale
– utili per valutare un possibile coinvolgimento ureterale: urografia endovenosa e/o ecografia renale.

*qualche informazione sul CA125 (nel link si spiega come l’aumento del valore in questione sia associato all’endometriosi, oltre che ad altre patologie).

-La suddivisione in STADI dell’endometriosi-

L’endometriosi viene classificata in 4 stadi secondo la classificazione dell’American Fertility Society (AFS):

1° stadio: malattia minima, endometriosi superficiale e aderenze sottili

2° stadio: malattia lieve, endometriosi superficiale e profonda, aderenze sottili

3° stadio: malattia moderata, endometriosi superficiale e profonda, aderenze sottili e tenaci

4° stadio: malattia severa, endometriosi profonda e superficiale, aderenze tenaci

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