Premessa + Endometriosi spiegata da Assoendometriosi

Premessa.
In internet è possibile trovare diversi (ma non tantissimi) siti relativi all’endometriosi. Capita, talvolta, di leggere notizie, non dico discordanti o contrastanti tra loro (beh, in realtà per alcune cose succede, come per l’alimentazione o sulla gravidanza, ma lo si vedrà in seguito) ma non sempre simili o sulla stessa linea.

Il mio intento è di riportare qui diversi articoli, per mettere a confronto quanto viene divulgato via internet, quanto si sa e cosa non si sa. In modo anche da poter avere tutto, bene o male, sotto mano.

Non sono proprietaria degli articoli riportati, i credits potete vederli al fondo di ogni post.
Questo non è un blog di medicina, ho semplicemente voluto, come dicevo, mettere a confronto quanto viene detto, in modo da essere reperibile più facilmente e poterne discutere.
I link dei siti inseriti servono, oltre a dare i credits, anche per rimandare ai siti in questione, in modo da poter approfondire le diverse tematiche.

Messo in chiaro ciò, parto col primo articolo.

Il sito di Assoendometriosi riporta quanto segue.

L’endometriosi è una malattia cronica che, nonostante sia definita come un problema ginecologico, non si limita all’area pelvica.
Nella sua espressione severa, può influire a tal punto sulla qualità di vita della donna da renderla a tutti gli effetti disabile.
Si parla di endometriosi quando tessuto simile all’endometrio (tessuto che riveste la superficie interna dell’utero), si trova al di fuori della cavità uterina in sedi anomale.

Il tessuto endometriosico può svilupparsi in piccole placche superficiali chiamate focolai o impianti endometriosici, in noduli penetranti o infine come invaginazioni sul tessuto ovarico dando origine a cisti endometriosiche anche dette endometriomi.
I focolai ectopici sono in grado di rispondere alle variazioni degli ormoni gonadici e vanno quindi incontro a microemmorragie cicliche.
La micromestruazione ectopica produce una risposta infiammatoria, determinando danneggiamento tissutale, formazione di aderenze e fibrosi tra gli organi contenuti nella pelvi.
Tale tessuto generalmente si va a localizzare:

–   nell’utero  (sotto la sierosa  che  lo ricopre, a  livello  del  collo  o del miometrio, in questo
caso prende  il nome di adenomiosi o endometriosi interna).
–   nelle tube di Falloppio,
–   nel peritoneo (il rivestimento interno dell’addome),
–   nel setto retto-vaginale (l’area tra il retto e la vagina),
–   nel setto utero-vescicale (l’area tra l’utero e la vescica),
–   nelle radici nervose del nervo sciatico,
–   nel sigma,
–   nel basso  addome  come  nel  cavo   del   Douglas  (la  regione  più  bassa  della cavità
peritoneale, posizionata dietro l’utero),
–   nell’intestino,
–   nella vescica ed uretere,
–   nelle ovaie.
In questi casi si parla di endometriosi esterna pelvica.

–   nell’ombelico,
–   nell’appendice,
–   nella vulva,
–   nei polmoni,
–   nel diaframma,
–   nel fegato,
–   nella regione inguinale,
–   nelle cicatrici chirurgiche
–   talvolta anche negli atri.
In questi casi si parla di endometriosi esterna (quando si trova in organi o tessuti al di
fuori della pelvi).

Credits: http://www.assoendometriosi.it/?content=165

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